I nuovi miti: l’immigrato

Quando si parla di miti, storia e religione il nostro cervello tende a pensare ad elementi ancestrali, passati, sepolti ma non è del tutto vero. Pensiamo di fare i professoroni sapendo tutto. È come se in noi nascesse una sorta di Beppe Grillo saccente ed anche un po’ ignorante. L’extracomunitario, l’immigrato, il cavaliere errante che viene nei paesi più ricchi si deve per forza aggregare ai nuovi miti e religioni. È inutile negarlo. Ma per quale motivo? Altrimenti non avrebbe niente nelle sue mani. 

Un esempio di questo concetto lo si può ritrovare ai tempi dell’antica Grecia, madre di tutte le filosofie europee, quando i popoli occidentali si agganciavano a miti e religioni proprio per trovare una via, una guida. Una volta trovata siamo le persone di oggi, in un mondo in cui la fede ed il folklore mitico si stanno trasformando in materialismo reale. La stessa questione accade attualmente: l’immigrato sbarca nel nostro paese, così come in molti, portando il suo credo e le sue storie vincolate profondamente al suo stile di vita. Un esempio comune è la miriade di pedlars (venditori ambulanti) che durante il periodo estivo cercano di vendere i loro prodotti, avvicinandosi ai nostri ombrelloni: si va dalle statuette che rappresentano il dio elefante (simbolo di forza e fortuna, diffuso anche in Asia,  tra gli indù, con il nome Ganesha) a libri che illustrano le vicende del dio Ngai, un eremita i cui occhi, secondo le tribù Masai, sono paragonati a meteore e con esse riesce ad osservare più da vicino gli umani in tutto il mondo.

 

Il dio elefante Ganesha con la svastika (simbolo che rappresenta il sole rotante nel cielo, recando un augurio di fertilità e di benessere. Ripresa poi dal Nazismo come emblema di purezza della razza superiore).

 

Rappresentazione del dio Ngai. Le meteore sono considerate i suoi occhi con le quali riesce ad osservare gli Uomini nel mondo.

 

Ma senza i loro culti, lontano dalle loro case, a che cosa si appellerebbero? Da parte nostra non hanno soddisfazioni (visto le numerose offese subite ogni giorno dai “bianchi”) finché non ci sarà un passaggio a livello sociale o lavorativo, in cui si concretizzerà il loro modo di pensare. Incominciano ad avere una casa, oggetti di valore, benessere, macchine. Tutto alimentato dal loro commercio.

È interessante la recente intervista del giornalista e conoscitore profondo dell’Africa Stephen Smith, in cui afferma:

nel giro di due generazioni saranno almeno 100 milioni i giovani africani pronti a venire in Europa.

Non solamente saranno gli africani più poveri a giungere lungo le nostre coste ma anche quelli più ricchi. Come l’uomo preistorico, quando iniziò a svilupparsi con l’homo di Neanderthal e successivamente con il Paleolitico Superiore (il culto della Dea Madre), che ha cominciato a riflettere sull’esistenza di un qualcosa superiore a lui, un dio, una religione. Altrimenti l’uomo era solamente un essere della natura. Faceva parte di un ecosistema. Si sentiva così. Se non si dava questa superiorità mentale e intellettuale era come una bestia, né più né meno. La stessa cosa gli immigrati, gli extracomunitari. 

Di certo, molti di loro, non si buttano giù d’animo. Anche se a qualche politico questo discorso non andrebbe giù, aiutano in parte alla pulizia delle strade. Il classico lavavetri ha perso potere. Nasce la nuova figura del lavastrade: tolgono le erbacce e conquistano la fiducia dei residente. È più bello lasciargli dei soldi. Molti di loro non stanno più fermi a chiedere l’elemosina davanti l’ingresso del supermercato…

 

 

 

 

 

 

 

Quanto ti è piaciuto l\'articolo?

Dai un voto al post:

Media voti: / 5. Voti:

We are sorry that this post was not useful for you!

Let us improve this post!

1+
Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrmail

5 risposte a “I nuovi miti: l’immigrato”

  1. GRAZIE MARIA CRISTINA PER IL TUO COMMENTO. SONO CONTENTO CHE TI SIA PIACIUTO. ALLA PROSSIMA 😀

    0
  2. Un tema attuale nelle società italiana,ho trovato interessante il modo in cui hai spaziato con la figura dell’immigrato attraverso miti,religione e storia.
    Complimenti.
    Non vede l’ora di leggere il prossimo articolo!😉

    1+
    1. Ciao. Purtroppo viene illustrata dai mass media come una figura stereotipata pronta a rovinare il nostro paese e basta. E non solo…Alla prossima 😀

      0
  3. Grazie Mastino. Purtroppo i telegiornali, così come i quotidiani, non riescono ad introdurre un nuovo punto di vista rispetto a questa figura. Li illustrano solamente come cani, creando una cattiveria razzista ed introducendola tra le persone, attraverso i loro discorsi persuasivi e creati a tavolino solamente per fare piu audience. Ed anche per deviare l’attenzione dai problemi piu gravi del paese. Se ci hai fatto caso, si parla solamente del problema immigrazione…Basta non se ne può davvero più. L’italia è crollata: ci sono tanti giovan, con grandi capacità, che vorrebbero lavorare ma vengono considerati uno sputo. Ti saluto e buona serata. Teniamoci in contatto.

    0
  4. finalmente un meraviglioso punto di vista nei confronti di questi nostri fratelli,era ora che una voce si levasse profondamente nei loro confronti.

    1+

Lascia un commento